A.I.K. - Associazione Italiana Kung Fu

Tai Chi Chuan

Il Tai Chi Chuan è un’antica arte marziale cinese basata sul concetto taoista di Yin-Yang, l’eterna alternanza degli opposti. Il Tai Chi Chuan, che letteralmente significa “boxe della suprema polarità”, è nato come sistema di autodifesa i cui principi sono in accordo con le leggi naturali.

Viene praticato da persone di ogni età come ginnastica morbida utile alla salute psicofisica dell’individuo e come forma di meditazione in movimento. Può essere considerato complementare allo Shao Lin Chuan (o viceversa), che fa dell’attacco il suo punto di forza. Esistono diversi stili di Tai Chi Chuan, i più popolari sono gli stili Yang e Chen.

Il Tai Chi Chuan consiste principalmente nell’esecuzione di una serie di movimenti circolari – chiamati “Lu” o “Forma” – eseguiti in un modo lento, uniforme e continuo, che possono sembrare una danza silenziosa, ma che in realtà rappresentano il combattimento con un avversario immaginario. Tali movimenti possono essere eseguiti a mani nude o con il supporto di armi. Altri esercizi, eseguiti in coppia, prendono il nome di Tui Shou.

I corsi dell’A.I.K. propongono un apprendimento graduale: dalle tecniche fondamentali a quelle più complesse e raffinate, in modo da permettere a ciascun praticante di raggiungere il massimo livello. Vengono insegnate precise ed efficaci tecniche di combattimento e autodifesa, che, con la pratica costante, consentono di raggiungere ottimi livelli di preparazione atletica, di migliorare le doti di pazienza, concentrazione, adattabilità e flessibilità, utili non solo per la pratica del Kung Fu ma anche per la vita quotidiana.

Nella tradizione popolare cinese si racconta che il Tai Chi Chuan fu creato da un monaco taoista, Chang San Feng, il quale visse e insegnò sul monte Wu Tang nella provincia di Hu Pei. Secondo molti testi, egli sarebbe nato verso la fine della dinastia Sung (960-1279) e morto all’inizio della dinastia Ming (1368-1644).

La leggenda narra che Chang San Feng, esperto di arti marziali, un giorno ebbe modo di assistere al combattimento tra una gru e un serpente. Quest’ultimo si sottraeva ai secchi e rettilinei colpi di becco dell’uccello con movimenti morbidi, sinuosi, lenti e continui, per poi contrattaccare con fulminea rapidità. Il monaco comprese allora che i movimenti circolari e continui sono preferibili a quelli rettilinei e interrotti. Si rese conto che in un combattimento la morbidezza e la flessibilità prevalgono sulla durezza e sulla forza. Egli applicò questi principi alle arti marziali, creando così il Tai Chi Chuan. A Chang San Feng è stato attribuito un famoso testo classico, “Teoria del Tai Chi Chuan”.

Gli allievi di Chang San Feng diffusero il Tai Chi Chuan in tutta la Cina, arricchendo e perfezionando le tecniche, creando stili di combattimento che si adattavano alla costituzione fisica della popolazione e alle condizioni ambientali dove era applicata.

Nei primi decenni dell’800 il Tai Chi Chuan era considerato un’arte da tenere segreta, e la famiglia Ch’en, detentrice di queste conoscenze, la insegnava solo a pochi allievi selezionati. Il merito della sua diffusione è attribuito a Yang Lu Ch’an (1799-1871), che si fece assumere come servitore del maestro Ch’en Ch’ang Hsing (1771-1853), spiò le sue lezioni di nascosto, per poi allenarsi segretamente nelle ore notturne. Quando fu scoperto, grazie all’abilità acquisita fu accolto come allievo. Perfezionata la sua preparazione e diventato uno dei migliori conoscitori dell’arte marziale, Yang Lu Ch’an si trasferì a Pechino, dove iniziò a insegnare in pubblico il Tai Chi Chuan come forma di ginnastica utile per l’esercizio fisico delle persone di tutte le età. Gli aspetti marziali del Tai Chi Chuan continuavano a essere trasmessi solo a pochi allievi selezionati con cura.

Attraverso diverse generazioni di maestri formatisi nella scuola di Yang Lu Ch’an, le sue conoscenze sono giunte all’A.I.K. grazie agli insegnamenti di Chang Dsu Yao (1918-1991) e dei suoi allievi.